Associazioni Sportive Dilettantistiche (A.S.D.), alcuni richiami

Il settore sportivo dilettantistico, data la sua indubbia rilevanza sociale e considerato il suo continuo diffondersi, è stato, in questi ultimi anni, sottoposto a particolare attenzione da parte dell’Agenzia delle Entrate. In effetti, a decorrere dall’anno 2010, si sono intensificati i controlli eseguiti nei confronti dei c.d. “Enti No-Profit” (tra i quali, peraltro, rientrano le “Associazioni Sportive Dilettantistiche”) con elevazione di considerevoli e preoccupanti processi verbali. In particolare, l’Amministrazione Finanziaria, in molti casi, ha rilevato gravi irregolarità connesse ad una non corretta gestione amministrativa, a carenze ed irregolarità nella tenuta organica delle scritture contabili, alla mancata o incompleta tenuta dei libri sociali (libro dei soci, libro dei verbali delle assemblee, libro dei verbali del consiglio direttivo o del consiglio di amministrazione, libro dei verbali del collegio dei revisori), all’assenza o incompletezza della redazione del rendiconto economico-finanziario ovvero alla sua mancata approvazione, alla mancata redazione ed inoltro del modello EAS, al mancato rispetto delle norme statutarie e delle finalità istituzionali, ecc.. Tali rilievi, in molti casi, hanno condotto l’Amministrazione Finanziaria a disconoscere, addirittura, alle Associazioni Sportive Dilettantistiche la qualifica di “Ente No-Profit” ritenendo, pertanto, che l’attività commerciale dalle stesse esercitata non venga considerata come un’attività condotta in via sussidiaria o meramente strumentale per il conseguimento delle finalità istituzionali, ma, viceversa, con carattere di prevalenza, tale da ritenere che l’Associazione Sportiva Dilettantistica debba, di fatto, essere considerata quale Ente interposto per mascherare un’impresa commerciale, con tutte le conseguenze fiscali e giuridiche che ne conseguono.

I principali criteri utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per selezionare ed individuare gli “Enti No-Profit” da sottoporre all’attività di controllo, sono i seguenti:
• Associazioni svolgenti l’attività di ristorazione e servizio bar;
• Associazioni svolgenti l’attività di edizione di libri, riviste, periodici, ecc.;
• Associazioni svolgenti attività di formazione culturale;
• Associazioni che svolgono attività artistiche, sportive, di intrattenimento e di divertimento;
• Associazioni con rilevanti volumi d’affari (ricavabili dalla dichiarazione dei redditi Modello Unico ENC);
• Incroci con i dati clienti e fornitori.

Pertanto, in conseguenza dell’illustrato intensificarsi dell’attività di controllo e al fine di evitare il verificarsi di spiacevoli conseguenze che ne potrebbero derivare, ancora una volta ci premuniamo di richiamare la Vostra sensibilità nel porre la massima cura ed attenzione nella gestione della Vostra Associazione raccomandandoVi, in particolare, quanto segue:
• le cessioni di beni e le prestazioni di servizi devono essere rese agli associati e le stesse attività devono essere effettuate “in diretta attuazione degli scopi istituzionali”;
• è necessario gestire, con la massima cura ed attenzione e nel rispetto delle norme di legge, le scritture contabili. In particolare, è necessario: emettere regolarmente le fatture per le prestazioni di sponsorizzazione, di pubblicità e per le cessioni di diritti audio-TV; numerare progressivamente e conservare le fatture di acquisto e quelle emesse; annotare , entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento, l’ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi altro provento conseguito nel mese, nell’esercizio di attività commerciali, nell’apposito registro di cui al D.M. 11 febbraio 1997; effettuare i versamenti trimestrali I.V.A. (senza maggiorazione dell’1%), con modello F24 Telematico, entro il giorno sedici del secondo mese successivo al trimestre di riferimento;
• devono essere presentate, mensilmente, alla SIAE territorialmente competente, due copie delle fatture emesse, l’apposito modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997 ove sono stati annotati i corrispettivi mensili, nonché l’apposito modello da compilarsi in caso di vendita di biglietti al pubblico in occasione di manifestazioni sportive;
• è necessario rilevare contabilmente, in modo accurato e fedele, tutte le entrate e le uscite finanziarie ponendo, altresì, la massima attenzione nell'eseguire con coerenza e precisione i pagamenti e le riscossioni utilizzando, prevalentemente, il "canale bancario". In particolar modo, si richiama l'attenzione sul divieto di utilizzo di denaro contante con riferimento alle somme di importo pari o superiore ad euro 2.500;
• è necessario gestire con diligenza e precisione i libri sociali (libro soci, libro dei verbali delle assemblee, libro del verbali del Consiglio direttivo o del Consiglio di Amministrazione, libro dei verbali del collegio dei Revisori ove nominati);
• devono essere rispettate le disposizioni statutarie disciplinanti la procedura da esperire per la formulazione della domanda di ammissione a socio nonchè per la relativa sua accettazione da parte dell'Organo preposto. Inoltre, è necessario che vengano annotate, nell'apposito "Libro Soci", le generalità di tutti soci nonchè che vengano rilasciate agli stessi apposite tessere attestanti la qualifica di socio;
• è indispensabile il rispetto dell’obbligo di redazione del rendiconto economico-finanziario (sia il conto economico che lo stato patrimoniale distinguendo, altresì, l'attività istituzionale da quella commerciale);
• è necessario rispettare le modalità di approvazione del rendiconto economico-finanziario stesso da parte degli organi statutari. In particolare, devono essere rispettate le norme di convocazione dell'assemblea deputata all'approvazione del bilancio ed il rispetto dei quorum costituitivi e deliberativi dell’assemblea stessa;
• le “Associazioni Sportive Dilettantistiche” che hanno optato per il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge n. 398 del 16 dicembre 1991 devono rispettare: a) i Requisiti soggettivi: devono trattarsi di associazioni sportive non aventi scopo di lucro; devono svolgere attività sportiva esclusivamente dilettantistica ed essere affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni; qualora vengano esercitate attività anche di natura commerciale, i proventi da queste derivanti conseguite (criterio di cassa) nel periodo d’imposta precedente (ovvero, quelli presunti nel caso di inizio attività) non devono aver superato (ovvero, superare) il limite massimo che attualmente ammonta ad euro 250.000,00; b) i Requisiti statutari: assenza dei fini di lucro, rispetto del principio di democrazia interna, organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nelle attività sportive, devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società o delle associazioni;
• le “Associazioni Sportive Dilettantistiche” che hanno corrisposto somme a titolo di trasferta, rimborsi forfetari, premi e compensi a favore degli sportivi dilettanti, agli allenatori, ai tecnici, ecc. nonché ai rapporti di collaborazione aventi carattere amministrativo gestionale, di natura non professionale (anche se di ammontare unitario inferiore ad Euro 7.500,00), devono rilasciare ai destinatari, entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello le cui somme sono corrisposte, una certificazione annuale nella quale vengono riepilogate le somme corrisposte nonché le eventuali ritenute operate. Inoltre, devono predisporre e trasmettere telematicamente in via diretta (tramite Entratel o Internet) ovvero tramite l’intermediario abilitato (commercialista) il Modello 770-Semplificato.

Inoltre, relativamente alle "Associazioni Sportive Dilettantistiche" che, sussidiariamente all'attività istituzionale, gestiscono un bar, è opportuno ancora una volta sottolineare che l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche se svolta esclusivamente nei confronti dei soci, è considerata per legge attività commerciale. Peraltro, non trattandosi di pubblico esercizio e stante l’esonero dagli obblighi di rilascio dello scontrino fiscale e della ricevuta fiscale disposto a favore delle associazioni sportive che hanno optato per il regime fiscale della Legge n. 398/91, non si rende necessaria l’installazione del registratore di cassa. E’ sufficiente istituire un registro dei corrispettivi sul quale annotare giornalmente (entro il giorno non festivo successivo) gli incassi derivanti dalla somministrazione delle bevande. Anche per detti ricavi (come, del resto, per i ricavi derivanti dalla pubblicità) si applica il regime fiscale agevolato di cui alla Legge 398/91 sia ai fini dell’Iva che ai fini dell’Ires. In particolare, l’Iva scorporata dai corrispettivi conseguiti dall’attività di somministrazione di alimenti e di bevande (con aliquota del 10%) godrà di una detrazione forfettaria del 50% e, pertanto, dovrà essere versato all’Erario il restante 50% con periodicità trimestrale, senza, peraltro, l’applicazione degli interessi dilatori dell’1%. Detti corrispettivi concorreranno a formare con i ricavi pubblicitari, il plafond di Euro 250.000,00 da non superare per poter fruire dell’applicazione del citato regime fiscale agevolato di cui alla Legge 398/91. Conseguentemente a quanto previsto ai fini Iva, i corrispettivi derivanti dalla citata attività di somministrazione di alimenti e bevande concorreranno a formare il reddito dell’associazione.
Infine, richiamiamo ulteriormente la Vs attenzione in merito alla necessità di porre la massima attenzione nell’eseguire detta attività di somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente a favore dei soci (la cui qualifica deve risultare dal libro soci e dall’apposita tessera agli stessi rilasciata) pena, il considerare l’Associazione Sportiva Dilettantistica quale Ente interposto per mascherare un’impresa commerciale con conseguente perdita dei benefici fiscali previsti per gli "Enti NO-Profit" (tra i quali, anche l’esonero dell’installazione del registratore di cassa e l’obbligo di ottenere il rilascio dell’apposita autorizzazione amministrativa da parte del Comune per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico!!).

Nella speranza di essere stati sufficientemente chiari e che comprendiate l'importanza di quanto sopra richiamato, restando sempre a Vostra completa disposizione per qualunque necessità, l'occasione ci è gradita per porgere cordiali saluti.

Rovato (BS), 18 novembre 2011.

Dott. Alberto Beltrami
Rag. Michele Manini