L’applicazione della scissione dei pagamenti (Split Payment) dal 01.07.2017.

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L’art. 1 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 (c.d. “Manovra
correttiva”) ha modificato, a decorrere dalla data del 01.07.2017, l’ambito
applicativo dello split payment  disciplinato dall’art. 17-ter del  D.P.R. 633/1972 e dal DM 23.01.2015.

In particolare il Legislatore ha:

 

A)  esteso
il meccanismo in esame ai lavoratori autonomi;

B)  ampliato
i soggetti destinatari dello stesso
.

 

A)
 Estensione dello split
payment ai lavoratori autonomi
:

In base alle nuove disposizioni, il
meccanismo sopra esaminato risulta applicabile, relativamente alle operazioni
fatturate a decorrere dalla data del 01.07.2017, anche ai lavoratori autonomi
(di conseguenza,  le fatture emesse dagli
stessi fino alla data del 30.06.2017 non sono interessate allo split payment).

Pertanto, nei confronti di tali soggetti,
il destinatario della fattura oltre alla trattenuta a titolo di ritenuta alla
fonte all’atto del pagamento opererà anche la trattenuta dell’Iva (che sarà
versata all’Erario) con una evidente riduzione finanziaria a carico degli
stessi.

Quindi, il lavoratore autonomo, dovrà
apporre su dette fatture la seguente annotazione: “scissione dei pagamenti di cui
all’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972”
(ovvero  “split payment di cui all’art. 17-ter del
D.P.R. 633/1972”
).

Resta inteso che non dovrà essere computata nella
liquidazione periodica  l’Iva indicata in
dette fatture  e che le fatture medesime
dovranno  essere annotate distintamente
nel registro Iva acquisti in una apposita colonna ovvero mediante appositi
codici, riportando, altresì, l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta
stessa.

 

B) Ampliamento dei soggetti
destinatari dello split payment:

Come sopra evidenziato, è stata
ampliata la platea dei soggetti destinatari dello split paymet, estendendolo a:

1.     Tutte le Pubbliche Amministrazioni inserite nel Conto Economico
consolidato pubblicato dall’Istat
;

2.    Società controllate (ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n.
1  del codice civile) direttamente dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;

3.    Società controllate (ai sensi
dell’art. 2359, primo comma, n. 1 e 2 del codice civile) direttamente dalle
Regioni, Province, Città Metropolitane, Comuni e Unioni di comuni;

4. 
 Società controllate
direttamente  o indirettamente (ai sensi
dell’art. 2359, primo comma, n. 1  del
codice civile) dalle predette società;

5. 
Società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana
(Financial Times Stock Exchange Milano
Indice di Borsa
).

 

Peraltro, per assicurare una
maggiore certezza giuridica agli operatori, il Dipartimento delle Finanze ha predisposto
degli elenchi riepilogativi (che si allegano alla presente in formato Excel)
individuanti le Pubbliche Amministrazioni e le società interessate
all’applicazione dello split playment.

 

Per ultimo, si evidenzia un
tema pratico con il quale, per la prima volta, i fornitori delle società
quotate nell’indice  FTSE MIB della Borsa
Italiana sono chiamate a misurarsi, ovvero, la circostanza nella quale il
cliente quotato abbia rilasciato la lettera
d’intento
. In tal caso, non è tutt’ora chiaro se i fornitori debbano
emettere fattura con il nuovo regime dello split payment ovvero possano
continuare a fatturare in regime di non imponibilità ai sensi e per gli effetti
del disposto  dell’art. 8, comma 1,
lettera c) del D.P.R. 633/1972, conformemente alla lettera d’intento ricevuta
dal cliente esportatore abituale.

La soluzione potrebbe essere trovata (il condizionale
è d’obbligo data l’assenza di indicazioni specifiche a livello normativo o di
prassi amministrativa) attingendo all’analisi di casi analoghi in tema di
prevalenza di un regime sull’altro, già oggetto di vaglio da parte dell’Amministrazione
finanziaria. Seguendo questa impostazione, si rammenta che con la circolare n.
14/E del 27 marzo 2015, paragrafo 9[1],
è stata affermata la prevalenza del reverse
charge
rispetto al regime di non imponibilità previsto dall’art.  8, comma 1, lettera c) del D.P.R. 633/1972, ordinariamente
applicato dai fornitori degli esportatori abituali, sulla base della
considerazione che la norma sul reverse charge avrebbe dovuto costituire la
regola prioritaria, attesa la finalità “anti
frode
”.

Pertanto, facendo tesoro di
tale indicazione, il regime dello split
payment
dovrebbe (!?!) prevalere su quello del plafond, posto che anche la
scissione dei pagamenti (così come il reverse charge) si può inscrivere
nell’ambito delle misure previste a tutela degli interessi erariali. Se queste
premesse sono corrette, il fornitore della società quotata nell’indice  FTSE MIB della Borsa Italiana dovrebbe
ignorare la lettera d’intento ricevuta ed emettere la fattura assoggettandola
ad Iva, in applicazione dello split payment, regime previsto dall’art. 17-ter
del DPR 633/1972 come obbligatorio per le fatture ricevute dalle società
quotate.

Peraltro, a tale riguardo, si
auspica un rapido chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrare.

 

Nella speranza di essere stati  sufficientemente chiari e restando, comunque,
sempre a Vostra disposizione per qualsiasi necessità, l’occasione è gradita per
porgere  cordiali saluti.

 

Rovato (BS), 30  giugno 2017.




[1] CM
14/E del 27.03.2015, paragrafo 9.
UTILIZZO DEL PLAFOND

In merito all’applicazione della disciplina relativa agli acquisti
senza pagamento dell’imposta, di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c), del
DPR n. 633 del 1972, si precisa che, qualora la lettera di intento inviata
dall’esportatore abituale sia emessa con riferimento ad operazioni
assoggettabili al meccanismo dell’inversione contabile, di cui all’articolo 17,
comma 6, del medesimo DPR n.  26 633,
relativamente a tali operazioni troverà applicazione la disciplina del reverse
charge, che, attesa la finalità antifrode, costituisce la regola prioritaria.
Tali operazioni, pertanto, dovranno essere fatturate ai sensi dell’articolo 17,
comma 6, del DPR n. 633 del 1972 e non ai sensi dell’articolo 8, comma 1,
lettera c), del medesimo DPR n. 633. Conseguentemente, per tali operazioni non
potrà essere utilizzato il plafond……